PROVE TECNICHE DI RIUNIFICAZIONE TROTZKISTA

 

La newsletter della federazione di Torino di Rifondazione, che riceviamo sulla casella di posta elettronica della redazione alle ore 21:45 di giovedì quattro marzo – contiene, tra gli altri articoli, anche la riproposizione di un lungo documento licenziato dal Comitato politico nazionale del ventuno febbraio scorso.

 

La parte davvero interessante dello scritto è quella finale, dove il parlamentino rifondarolo fissa, salvo impedimenti dovuti alla pandemia in corso, il prossimo congresso nei giorni che vanno dal sedici al diciotto luglio prossimi venturi.

 

Quali sono gli obiettivi di questa assise viene chiarito in un passaggio talmente chiaro che non ha quasi bisogno di commento, dato che è palese il riferimento ad una riunificazione di una parte della “sinistra”, ed in particolare a quella che fa riferimento alla Quarta Internazionale.

 

Si legge, infatti, nel papello: «il congresso del Prc deve avere l’ambizione non solo di superare la crisi organica del nostro partito, ma di un salto di qualità, di una rifondazione teorica e organizzativa del partito stesso, di una vera discontinuità, di una costante apertura e interlocuzione con tutta la sinistra di classe, antiliberista, ambientalista, femminista».

 

 

 

 

Si tratta né più né meno delle stesse parole che fanno da sottotitolo al sito internet di Sinistra Anticapitalista, che per parte sua ama definirsi «per una società ecosocialista, femminista e libertaria»: praticamente siamo di fronte ad un tentativo di riunificazione di parte della galassia trotzkista.

 

D’altra parte che questa sia la prospettiva a cui anelano le due formazioni è confermato da uno scritto, datato mercoledì tre marzo, del torinese Franco Turigliatto, che noi riprendiamo dal sito web La Sinistra Quotidiana dell’amico Marco Sferini, da sempre sponsor di questa manovra.

 

«C’è necessità di un atto, di un messaggio politico comune, che deve manifestarsi in una forma politicamente visibile. Non basta la sola unità su singoli punti, se pure utilissima»; e ancora: «se il progetto politico comune è impossibile e utopico nell’immediato, date le divergenti politiche strategiche presenti, allora bisogna ragionare su soluzioni intermedie e in progress».

 

Se ciò avverrà non potremo fare altro che accogliere questa novità come un bene per la politica italiana: finalmente sarà sotto gli occhi di tutti la vera natura di una formazione che da più di vent’anni ha tagliato tutti i ponti con la tradizione “comunista”.

 

Infine evidenziamo, come ulteriore segnale in questa direzione, l’esistenza di un appello – firmato all’unanimità dalla direzione nazionale di Rifondazione – presente sull’edizione online di venerdì diciannove marzo del quotidiano romano il manifesto.

 

Qui si legge che il partito guidato da Maurizio Acerbo si mette a disposizione per aiutare a costruire un movimento che a partire «dall’opposizione al governo Draghi, a partire dalle questioni sociali, ambientali, democratiche, da quelle legate alla differenza di genere, porti alla costruzione, tanto difficile quanto necessaria, di una aggregazione, di una soggettività che da sinistra, insieme a forze ambientaliste e civiche, si batta per l’alternativa alla barbarie neoliberista e ai poli politici oggi esistenti».

 

A noi pare sospetto il tempismo con cui viene licenziato tale documento: qualche giorno fa, infatti, si è costituito il “Comitato 27 febbraio contro il governo Draghi”, promosso dal Partito Comunista, al quale partecipano altre forze politiche antirevisioniste; la proposta rifondarola sembra essere la tardiva risposta di chi è rimasto spiazzato da tale iniziativa, e si trova a rincorrere il “gruppo di testa”.

 

 

Bosio (Al), 20 marzo 2021

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com